Orologi solari
Oggi voglio segnalarvi un software per progettare orologi solari, volgarmente chiamati meridiane, gratuito e che esporta in DXF.
Oggi voglio segnalarvi un software per progettare orologi solari, volgarmente chiamati meridiane, gratuito e che esporta in DXF.
È abbastanza facile esportare le informazioni dei blocchi usati in uno o più disegni ad una lista excel o tabella nel dwg medesimo. Pare anche che ai blocchi si possano associare proprietà contenute in un database esterno (ovvero nella direzione opposta, es: il prezzo) ma questo devo ancora studiarlo, e purtoppo, funziona solo con excel o altri db della Micro$oft, sicuramente non con LibreOffice, e questo per me è un grave limite, perché non ho intenzione di installarmi M$ Office.
Non so se questo sia supportato dal light.
I blocchi sono un elemento fondamentale nella produzione CAD, consentono di evitare moltissime ripetizioni, alleggeriscono i file, consentono l'estrazione di dati e molto altro. Ancora oggi li vedo usati male o, con mia grande angoscia, mi imbatto in quelli generati da Revit che sono inutilizzabili.
Vediamo come ottimizzarli.
Anzitutto distinguo due grandi famiglie di blocchi, che andranno trattati in maniera molto differente:
Siamo nel tardo 2022 e autodesk invece di sistemare i bachi e le preistoricità del software negli aggiornamenti inventa gadget di dubbia utilità: piuttosto che sistemare disatri come gli hatch o le multiline si inventano un simpatico servizio di cloud per cui se hai un tablet quantistico forse riuscirai a vedere un disegno online. Tuttomoltobello, ma ancora oggi creare hatch è una pratica metafisica.
Incredibilmente questo comando è nella versione light e non nella full:
consente di fare linee in coppia per i muri, con estremità e intersezioni, al volo: DLINE (double lines).
Mi vergogno di ammettere che non conscevo questo comando, forse perché normalmente lavoro con la versione full. Conoscevo la versione complessa MLINE che a mio avviso funziona piuttosto male (se non altro perché è rimasta a tempi anteriori al stb).Questa semplicemente consente di disegnare una serie di coppie di linee o archi paralleli (muri!) direttamente senza dover fare offset o quant'altro, con intersezioni e opzioni di chiusura dell'estremità, ma con entità semplici (linee ed archi).
Oggi niente post. Martedì mi ha lasciato il mio amato gatto.
Spesso si usa un xref cambiandone le caratteristiche dei layer. Ad esempio da impiantista inserisco una base architettonica convertendola tutta in grigio, o sottile, per evidenziare gli impianti medesimi. Talvolta chiudo e riapro il file a cui sto lavorando e trovo le impostazioni dimenticate e i layer reimpostati alla loro configurazione originale: che è successo?
Abbiamo due tipi di testi, text, quello semplice, di una riga sola, che non accetta formattazione (come viene usato negli attributi dei blocchi) e MText (multiline text), che è un piccolo editor di testi, formattabili un po' come un word-processor (non esageriamo!). Cerchiamo di capire quando è meglio usare uno anziché l'altro, e come.
Ci sono due strategie fondamentali per disegnare sezioni e prospetti: mettere la pianta al centro di prospetti ribaltati, ruotando l'UCS per saltare da una direzione all'altra, oppure tenere tutti i prospetti nel WCS e usare diversi inserimenti della pianta opportunamente ruotati da cui tirare le proiezioni. Do per scontato che della pianta si usino Xref e non blocchi, che andrebbero aggiornati in continuazione, e con un sistema di coordinate ben noto. Personalmente uso il secondo approccio.
Change è un comando che esiste forse da sempre, ma poco conosciuto e dalle molte possibilità: ci si possono, parzialmente, sistemare oggetti fuori piano, linee non ortogonali, linee che non convergono bene in un punto comune e molto altro.