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Siamo nel tardo 2022 e autodesk invece di sistemare i bachi e le preistoricità del software negli aggiornamenti inventa gadget di dubbia utilità: piuttosto che sistemare disatri come gli hatch o le multiline si inventano un simpatico servizio di cloud per cui se hai un tablet quantistico forse riuscirai a vedere un disegno online. Tuttomoltobello, ma ancora oggi creare hatch è una pratica metafisica.
Incredibilmente questo comando è nella versione light e non nella full:
consente di fare linee in coppia per i muri, con estremità e intersezioni, al volo: DLINE (double lines).
Mi vergogno di ammettere che non conscevo questo comando, forse perché normalmente lavoro con la versione full. Conoscevo la versione complessa MLINE che a mio avviso funziona piuttosto male (se non altro perché è rimasta a tempi anteriori al stb).Questa semplicemente consente di disegnare una serie di coppie di linee o archi paralleli (muri!) direttamente senza dover fare offset o quant'altro, con intersezioni e opzioni di chiusura dell'estremità, ma con entità semplici (linee ed archi).
Oggi niente post. Martedì mi ha lasciato il mio amato gatto.
Spesso si usa un xref cambiandone le caratteristiche dei layer. Ad esempio da impiantista inserisco una base architettonica convertendola tutta in grigio, o sottile, per evidenziare gli impianti medesimi. Talvolta chiudo e riapro il file a cui sto lavorando e trovo le impostazioni dimenticate e i layer reimpostati alla loro configurazione originale: che è successo?
Abbiamo due tipi di testi, text, quello semplice, di una riga sola, che non accetta formattazione (come viene usato negli attributi dei blocchi) e MText (multiline text), che è un piccolo editor di testi, formattabili un po' come un word-processor (non esageriamo!). Cerchiamo di capire quando è meglio usare uno anziché l'altro, e come.
Ci sono due strategie fondamentali per disegnare sezioni e prospetti: mettere la pianta al centro di prospetti ribaltati, ruotando l'UCS per saltare da una direzione all'altra, oppure tenere tutti i prospetti nel WCS e usare diversi inserimenti della pianta opportunamente ruotati da cui tirare le proiezioni. Do per scontato che della pianta si usino Xref e non blocchi, che andrebbero aggiornati in continuazione, e con un sistema di coordinate ben noto. Personalmente uso il secondo approccio.
Change è un comando che esiste forse da sempre, ma poco conosciuto e dalle molte possibilità: ci si possono, parzialmente, sistemare oggetti fuori piano, linee non ortogonali, linee che non convergono bene in un punto comune e molto altro.
Come ho già accennato nella sezione Standard, uso (quasi) tutti i 256 colori della tabella cad come neri, distinguendoli nel ctb solo per spessore. Per i colori uso RGB o un set di colori.
Quando vogliamo fare un diagramma colorato, che colori scegliere? Di seguito le mie considerazioni, link e alcuni file d'esempio.
Finalmente, da pochi anni, il noto software ha implementato una funzione per comparare i file ed evidenziare le differenze: compare.
Vi è crashato il software e non sapete più quale versione del file sia più aggiornata? Il consulente vi ha inviato un aggiornamento senza evidenziare le modifiche? Il tuo collega e te avete lavorato su due copie del medesimo file e dovete far convergere il lavoro? C'è da recuperare alcune delle modifiche salvate in un vecchio backup?
Con il comando COMPARE (compara) il software vi evidenzierà con due colori le differenze tra i due file, lasciando grigio tutto ciò che invece corrsponde.
Quando si inserisce un xref il cad gli da' di default il nome del file medesimo, ma questo non è obbligatorio. Il nome è una delle proprietà dell'xref che possiamo modificare a nostro piacimento. E questo può rivelarsi molto utile.
Lavorando attraverso una viewport su un modello, e accedendo alla palette dei layer, dovreste aver notato che compaiono tutta una serie di colonne VP freeze, VP color, VP linetype, etc relative alle qualità degli stessi in quella specifica vewport.
Questo vuol dire che possiamo far apparire gli stessi disegni radicalmente diversi in due viewport che compaiano anche nello stesso layout.
Per chi lavora estensivamente con i layout, e spero che chi mi legge lo faccia, è spesso necessario spostare oggetti dall'uno all'altro spazio, ad esempio riportare in model la sagoma della vewport corrente, o creare nel layout legende con i retini usati nel model.
Il comando chspace fa esattamete questo.
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